In attesa che mi arrivi l’ultimo romanzo di Patricia Cornwell, Il Libro dei Morti, siccome il titolo mi ha incuriosito, ho cercato cosa sia in realtà il libro dei morti e wikipedia mi ha sfornato questa cosa:
Il libro dei morti era un papiro sul quale gli antichi egizi scrivevano in geroglifico formule magico-religiose che dovevano servire al defunto nel suo viaggio nell’aldilà, per consentirgli di “vivere” ancora nel mondo ultraterreno.
Si tratta, generalmente, di formule e di racconti incentrati sul viaggio notturno del Dio sole (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le forze del male (tra cui il serpente Apofi) che tentano, nottetempo, di fermarlo per non farlo risorgere al mattino.
In particolare il testo doveva servire a preparare la testimonianza sulla sua condotta in vita, che il defunto doveva fornire davanti al giudizio di Osiride. Il papiro era poi posto nella tomba, o a volte direttamente nel sarcofago, assieme ai tesori e ai suppellettili ritenuti necessari per l’anima in viaggio.
Intanto questa è la storia in breve del nuovo romanzo della mia scrittrice di thriller preferita:
Provata dall’ultimo terribile caso che l’ha vista protagonista in Florida, Kay Scarpetta decide che è arrivato il momento di imprimere una svolta, sia professionale sia personale, alla sua vita. Decide così di trasferirsi nella pittoresca Charleston, nella Carolina del Sud, e lì di aprire uno studio privato di pedagogia forense. Con lei sono anche la nipote Lucy e il fidato Pete Marino. Sembra l’avvio di una nuova esistenza, almeno fino a quando una serie di incidenti non costringe Kay a pensare che qualcuno stia cercando di cacciarla dalla tranquilla cittadina. E quando agli atti di sabotaggio si affiancheranno il misterioso suicidio di un giovane miliardario, l’omicidio rituale di una donna e il cadavere di un adolescente recante tracce di sevizie, Kay Scarpetta capisce che non si può sfuggire al proprio passato nè al proprio destino…
Anche tu una lettrice della Patty??? Anche io non vedo l’ora di leggerlo! Però sai una cosa? Negli ultimi anni mi sta deludendo un po’, diciamo da quanto ha iniziato a scrivere in terza persona.
I primi libri erano tutt’altra cosa: pathos, emozione, immedesimazione; negli ultimi non sembra neanche lei a scrivere! “A Rischio” mi ha deluso moltissimo e anche “Predator”.
Mi piace molto, invece, Kathy Reichs, non so se la conosci. Stesso genere di Patricia, ma la differenza è che l’autrice è davvero un’antropologa forense e per i libri si ispira a fatti accaduti a lei personalmente (romanzati, s’intende).
Ho letto la trama de “Il libro dei morti” e non mi dispiace affatto… spero solo di non rimanere delusa ancora!
Patty, torna in te!! Voglio ancora libri come “Postmortem”, “La fabbrica dei corpi”, “Il cimitero dei senza nome”!